Barbaresco di colore rosso rubino tendente al granato. Il naso è dominato da sensazioni concentrate e avvolgenti che da un mondo di note balsamiche e speziate si dirige verso aromi fruttati. In bocca è di gran corpo, pieno e rotondo, con un sorso contraddistinto da una piacevole freschezza e da tannini finemente integrati; chiude con un finale quasi eterno, davvero persistente.
Le uve una volta raccolte e vinificate affrontano un duplice affinamento svolto dapprima per 12 mesi in barrique e quindi per un altro anno in botte grande. Al termine di questi due anni complessivi di maturazione il vino è pronto per essere imbottigliato e immesso in commercio.
Le uve vengono coltivate con grande attenzione e rispetto, selezionando solo i grappoli migliori per garantire il massimo risultato possibile.
Da assaggiare almeno una volta nella vita!
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Barbaresco di colore rosso rubino tendente al granato. Il naso è dominato da sensazioni concentrate e avvolgenti che da un mondo di note balsamiche e speziate si dirige verso aromi fruttati. In bocca è di gran corpo, pieno e rotondo, con un sorso contraddistinto da una piacevole freschezza e da tannini finemente integrati; chiude con un finale quasi eterno, davvero persistente.
Le uve una volta raccolte e vinificate affrontano un duplice affinamento svolto dapprima per 12 mesi in barrique e quindi per un altro anno in botte grande. Al termine di questi due anni complessivi di maturazione il vino è pronto per essere imbottigliato e immesso in commercio.
Le uve vengono coltivate con grande attenzione e rispetto, selezionando solo i grappoli migliori per garantire il massimo risultato possibile.
Da assaggiare almeno una volta nella vita!
| Regione | ITALIA - Piemonte |
|---|---|
| Denominazione | Barbaresco DOCG |
| Vitigno | Nebbiolo |
| Annata | 2013 |
| Alcol (%) | 14,5 |
| Litri | Bottiglia 0,75 L |
| Abbinamenti | Formaggi stagionati, formaggi piccanti, carne rossa e selvaggina. |
| VERONELLI | 94-100 |
L'azienda
|
GAJA
La cantina Gaja nasce nel 1859 a Barbaresco, nel cuore delle Langhe, ed è da sempre riconosciuta come uno dei nomi-simbolo nella produzione di Barbaresco.
Dal fondatore Giovanni sino ad Angelo Gaja, questa famiglia ha saputo imporsi nel panorama vinicolo mondiale grazie ad una ricetta ben precisa: la ricerca della qualità. Il Piemonte è una delle regioni più vocate per la produzione di grandi vini, dove il Nebbiolo assume spesso i contorni della poesia, ma il terreno ovviamente non basta: è necessaria la passione e la competenza di grandi uomini. E il nome Gaja fa certamente parte di questa categoria. Angelo Gaja, il nonno, negli anni '60 ha avuto il merito di rinnovare le tradizioni e importare nuove tecniche produttive: dall'abbattimento della produzione per ettaro ad un maggior controllo della temperatura di fermentazione, fino ad un attento uso della barrique e l'utilizzo di tappi più lunghi. In questo modo, Gaja ha saputo restare al passo con i tempi, senza cadere nell'errore di fossilizzarsi nel solco della tradizione. Un successo, quello di Gaja, costruito con intelligenza e intuizione, ereditato dal rigore e dai sacrifici dei predecessori e sviluppato e consolidato negli ultimi decenni grazie alla formidabile guida di Angelo. Il passato come esperienza, il futuro come obiettivo: così Gaja ha costruito intorno a sé l'immagine di un marchio simbolo della grandezza di un vino che sa raccontare la poesia del proprio territorio nel bicchiere. |
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