Il Chianti Classico di Castello di Monsanto Gran Selezione "Il Poggio", si presenta di colore rosso rubino intenso. Al naso sono presenti note varietali di amarena e viola, con un finale appena accennato di legno e spezie. Al gusto vi è un bouquet ampio e complesso, intenso, di grande carattere, agile e dal finale lungo e caldo.
"Il Poggio" Gran Selezione Chianti, nasce dall’omonimo vigneto a 310m slm, impiantato per la prima volta nel 1962 con barbatelle di Sangiovese, Canaiolo e Colorino. La sua eccezionale collocazione, dominante su tutta la Val d'Elsa, e la conformazione del terreno, lo rendono un territorio unico per il Sangiovese.
La vinificazione avviene in tini di acciaio tronco-conici a temperatura controllata con sistema di svuotamento (Délestage) e rimontaggi per circa 20/22 giorni, l'invecchiamento è di almeno 20 mesi in botti di rovere francese con successivo affinamento di due anni in bottiglia prima della messa in commercio.
Viene prodotto unicamente nelle migliori annate.
È indubbiamente il prodotto più rappresentativo del Castello di Monsanto, quello più ricercato e più conosciuto nel mondo.
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Il Chianti Classico di Castello di Monsanto Gran Selezione "Il Poggio", si presenta di colore rosso rubino intenso. Al naso sono presenti note varietali di amarena e viola, con un finale appena accennato di legno e spezie. Al gusto vi è un bouquet ampio e complesso, intenso, di grande carattere, agile e dal finale lungo e caldo.
"Il Poggio" Gran Selezione Chianti, nasce dall’omonimo vigneto a 310m slm, impiantato per la prima volta nel 1962 con barbatelle di Sangiovese, Canaiolo e Colorino. La sua eccezionale collocazione, dominante su tutta la Val d'Elsa, e la conformazione del terreno, lo rendono un territorio unico per il Sangiovese.
La vinificazione avviene in tini di acciaio tronco-conici a temperatura controllata con sistema di svuotamento (Délestage) e rimontaggi per circa 20/22 giorni, l'invecchiamento è di almeno 20 mesi in botti di rovere francese con successivo affinamento di due anni in bottiglia prima della messa in commercio.
Viene prodotto unicamente nelle migliori annate.
È indubbiamente il prodotto più rappresentativo del Castello di Monsanto, quello più ricercato e più conosciuto nel mondo.
| Regione | ITALIA - Toscana |
|---|---|
| Denominazione | Chianti Classico DOCG |
| Vitigno | Sangiovese 95%, Canaiolo e Colorino 5% |
| Annata | S.A. |
| Alcol (%) | 14,5 |
| Litri | Bottiglia 0,75 L |
| Abbinamenti | Perfetto con piatti a base di carne grigliata, in umido e selvaggina. Ideale anche con formaggi stagionati. |
L'azienda
|
CASTELLO DI MONSANTO
Il Castello di Monsanto risale alla metà del 1700 e da cinquant’anni è diventato la casa dei pregiati Chianti della famiglia Bianchi. Aldo Bianchi divenne proprietario del castello nel 1961 e fin dal primo momento rimase affascinato dal panorama pittoresco del luogo, immerso nel verde collinare della Val d’Elsa. Il castello venne dato in dono per le nozze del figlio Fabrizio e la consorte Giuliana e questa fu l’origine di una bellissima storia di passione per il vino. Fabrizio e Giuliana iniziarono a impiantare nuove vigne e a ristrutturare i casali circostanti, consapevoli dell’immenso valore della terra del Chianti Classico. Il primo cru di Chianti Classico nasce nel 1962, data in cui avviene la prima vinificazione all’interno della Denominazione. Con il passare degli anni Fabrizio intraprese decisioni sempre più rivoluzionarie, scegliendo di dedicarsi interamente al Sangiovese: ad oggi dei 72 ettari vitati posseduti dalla famiglia, 56 sono di Sangiovese. Il bosco è la culla dei vigneti del Castello di Monsanto, coronato dalle sorgenti del Cepparello e dell’Amaioni e attraversato da falde acquifere. Il rispetto per la natura, è sempre stato fondamentale, come testimoniato dal rifiuto di ogni trattamento chimico. Nel 1982 Fabrizio fece iniziare la costruzione di una galleria, utilizzando la tecnica medievale delle centine in legno per dar forma ad un lunghissimo e suggestivo arco etrusco ribassato: sotto queste volte i vini riposano, maturando o invecchiando, in una cantina con uno storico di bottiglie tra i più importanti d’Italia. Dal 1996 la gestione di Castello di Monsanto è passata alla terza generazione Bianchi: la figlia Laura, che ha fatto diventare le scelte rivoluzionarie del padre una solida tradizione della sua cantina. Alla luce delle tecniche insegnate dal padre, Laura ha lavorato sull’identità, la riconoscibilità e la piacevolezza dei suoi vini, emozioni e passioni racchiuse in pregiati Chianti. |
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